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Un nome diffuso di questo sacramento è soborovanie,
che nella traduzione suonerebbe come "messi in assemblea dall'assemblea",
perché di solito era amministrato da un'"assemblea" di sette sacerdoti;
oggi in caso di necessità è concesso amministralo da un solo prete.
Il sacramento dell'unzione risale agli apostoli, che avendo ricevuto da
Gesù Cristo il potere di guarire dalle malattie, "ungevano di olio
molti infermi e li guarivano" (Mc 6,13). Durante l'amministrazione
di questo sacramento la fronte, le guance, il petto e le mani del malato
sono unti con l'olio sacro con il segno della croce (a questo olio si
aggiunge vino rosso come memoriale del sangue sparso da Cristo).
L'unzione esige dall'uomo fede e penitenza. Con essa gli vengono rimessi
i peccati, che secondo la Chiesa sono la radice di ogni malattia, anche
i peccati dimenticati e non riconosciuti; questo sacramento non viene
amministrato ai bambini, in quanto non hanno peccato coscientemente.
Oggi l'unione degli infermi è amministrata di solito in chiesa a molte
persone; i malati gravi vengono unti dai preti nelle loro case oppure
negli ospedali. Durante questo sacramento, il recipiente con l'olio si
mette in un piatto con dei semi (di solito, semi di grano), che fanno
presente la generosità e la misericordia del Signore verso gli uomini.
Attorno a questo recipiente si mettono sette candele e sette bastoncini
ovattati. Dopo le preghiere si leggono sette testi dalle lettere degli
apostoli e dopo sette frammenti del Vangelo. Dopo ogni lettura, che ricorda
qualche fatto di guarigione del corpo e dell'anima dell'uomo da parte
di Dio, che ricorda la sua misericordia, il prete elevando una preghiera
amministra l'unzione. Dopo che si è letto l'ultimo frammento della Sacra
Scrittura, il prete mette la Bibbia aperta (come la mano del Salvatore)
sul capo dei malati che hanno ricevuto l'unzione e prega che siano perdonati
i loro peccati. |