|
La grazia che viene data durante il sacramento del matrimonio, unisce
i coniugi secondo l'immagine dell'alleanza di Cristo con la Chiesa, li
introduce in quest'alleanza non solo separatamente, ma come famiglia.
"Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua
donna e i due formeranno una carne sola e, come dice l'apostolo s.
Paolo, questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo
e alla Chiesa" (Ef 5,31-32). Il tradimento (l'adulterio) oppure il
divorzio, sono una profanazione di questo sacramento. Anche le conseguenze
del divorzio sono dolorose e negative, come la rottura del corpo umano.
Per questo il divorzio è ammesso dalla Chiesa soltanto nel caso del tradimento
di uno dei coniugi, il quale con questo fatto rompe il corpo unico della
famiglia, oppure quando uno dei coniugi se ne va al monastero e in pochi
altri casi speciali.
Legando la coppia con il sacramento, la Chiesa benedice lo spirito, l'anima
e il corpo umano, affinché essi possano partecipare all'amore di Cristo
e possano far nascere e educare in questo amore i figli. "Quello dunque
che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi" (Mt 19,6).
Il matrimonio non è un sacramento obbligatorio per il cristiano: la Chiesa
considera più elevata del matrimonio la rinuncia alla vita della carne,
perché l'uomo possa dedicarsi totalmente a Dio: "Chi non è sposato
si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi
è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come posa piacere
alla moglie" (1 Cor 7,32-33). Per questo la Chiesa apprezza il celibato,
il conservare se stessi nella "interezza", quando l'uomo rinuncia a rivolgere
l'attenzione alle cose che potrebbero interporsi tra lui e Dio. Da qui
viene l'apprezzamento nella Chiesa della verginità: il celibato custodito
per tutta la vita.
Il matrimonio cristiano è una delle possibilità di realizzare nella vita
l'amore di Cristo e l'eroismo cristiano. I pesi che possono far parte
della sorte di qualsiasi persona, adesso bisogna portarli in due. Non
a caso durante la celebrazione del sacramento del matrimonio, sulle teste
dei fidanzati si mettono (oppure si sostengono sopra di esse) le corone:
esse ricordano non soltanto la regale dignità di Cristo, alla quale lui
fa partecipare i cristiani, ma anche quella corona di spine con cui i
carnefici hanno coronato Cristo, prima che lui portasse la sua croce sul
Golgota.
Quando il sacerdote chiede ai fidanzati, se promettono di amarsi e custodirsi
a vicenda, di essere fedeli reciprocamente, se con libera volontà assumono
gli impegni del matrimonio, e questi rispondono di sì, allora danno la
promessa non al prete che sta davanti a loro, bensì a Dio e alla Chiesa.
Alla fine del sacramento, tenendo i novelli sposi per mano, il prete gira
tre volte attorno all'analoj: è il cammino che la nuova famiglia
- benedetta dalla Chiesa - compie verso Cristo e con Lui verso la vita
eterna, e anche la via della croce, sulla quale ha camminato Cristo. |