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La consacrazione all'ordine sacerdotale si chiama ordinazione. In questo
sacramento, attraverso l'imposizione delle mani del vescovo, è data all'uomo
una grazia speciale: di compiere azioni sacre. Nella Chiesa ortodossa
esistono tre gradi del sacerdozio: diacono, presbitero (sacerdote o monaco)
e vescovo (arcimonaco).
All'inizio sembra che non ci fossero nette differenze tra vescovi ("tutori")
e presbiteri ("anziani"). In seguito, presbiteri erano chiamati quelli
che aiutavano i vescovi nel governo delle comunità ecclesiali, nel compimento
delle celebrazioni e dei sacramenti. I diaconi nella Chiesa primitiva
si occupavano di organizzare l'aiuto per i membri poveri della comunità,
della beneficenza e dell'aiuto ai vescovi e ai presbiteri.
Oggi, quelli che sono ordinati diaconi ricevono una grazia speciale di
aiuto nelle celebrazioni, anche se loro stessi non celebrano i sacramenti.
Invece sono i preti che ricevono la grazia di celebrare i sacramenti (cioè
senza di loro non è possibile la realizzazione dei sacramenti nella Chiesa),
i vescovi poi - oltre al diritto di ordinare altri per questo compito
- possono anche loro celebrare i sacramenti nella pienezza della loro
ordinazione.
L'ordinazione del prete o del diacono può essere fatta soltanto dal vescovo.
Questo sacramento è celebrato durante la Divina Liturgia. L'ordinando
viene portato tre volte attorno all'altare, dopo di che il vescovo, imponendogli
le mani sul capo, innalza una speciale preghiera. Consegnando all'ordinando
gli oggetti necessari per il suo servizio, il vescovo proclama: "Aksios"
(dal greco "degno"), a cui il coro con tutto il popolo risponde con un
triplice "Aksios!". Così l'assemblea ecclesiale testimonia che è d'accordo
con l'ordinazione di un degno suo membro. Il sacramento dell'ordinazione,
così come anche gli altri sacramenti, è stato istituito da Cristo. L'apostolo
Paolo testimonia, che il Salvatore "ha stabilito ... altri come pastori
e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine
di edificare il corpo di Cristo" (Ef 4,11-12). Gli apostoli hanno
ordinato i primi vescovi, presbiteri e diaconi.
Il servizio pastorale nella Chiesa è affidato propriamente ai vescovi
e ai presbiteri (sacerdoti). Cristo chiamò se stesso Pastore; "il gregge"
nella simbologia delle immagini veterotestamentarie è un simbolo di un
altissimo valore, e in senso figurato è simbolo del popolo, molto caro
al suo Capo. "...colpisci il pastore e le pecore si disperderanno"
(Zac 13,7), diceva una profezia veterotestamentaria, applicata nel Vangelo
ai discepoli di Cristo, che si sono dispersi dopo aver tradito Cristo.
Però il pastore dei cristiani è risorto, avendo vinto "la potenza della
morte". "Pasci le mie pecore" (Gv 21,16) ha detto Cristo nel suo
testamento all'apostolo Pietro e, in questo modo, a tutti gli apostoli.
Questi ultimi, quando fondavano le Chiese locali, ordinavano i loro capi,
trasmettendo la grazia del sacerdozio, che hanno ricevuto da Cristo. |