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La parola "battesimo" viene dal greco "baptisma" ("immersione"). Nella
Sacra Scrittura, per la prima volta troviamo questa parola legata al nome
di Giovanni Battista. I Giudei che venivano da lui si immergevano nell'acqua
del Giordano come segno, che rinunziavano a commettere il male, che si
lavavano, che "annegavano" la sporcizia del peccato, per incontrare con
animo puro il Messia, di cui Giovanni predicava la venuta.
L'acqua è simbolo di purificazione, simbolo di vita, ma, nello stesso
tempo, anche di morte: nel fondo delle acque si nasconde la perdizione.
Il rito d'immersione nelle acque dei laghi e dei fiumi è un atto sacro
di iniziazione al naturale alternarsi della vita e della morte, al continuo
rinnovamento della natura. Però nella Rivelazione, tutte le azioni liturgiche
diventano un'arma diretta di Dio, attraverso la quale Lui dà la sua grazia
e rivela il senso della sua azione nel mondo, realizzandola nello stesso
tempo. Il "battesimo di penitenza", che compiva Giovanni Battista, svela
il senso di un'azione divina: la distruzione del male e del peccato, la
liberazione dell'uomo; fa vedere quello che Dio esige dagli uomini: abbandonare
i propri peccati, pentirsi di essi, preparandosi in questo modo all'incontro
con il Salvatore promesso da Dio. Nel "battesimo di penitenza" si realizzava
anche l'azione curativa di Dio verso le anime umane contaminate dal peccato.
Lo stesso Cristo ha ricevuto il battesimo da Giovanni. Il Dio-uomo non
aveva bisogno né di purificazione, perché era senza peccato, né di salvezza,
perché lui stesso era il Salvatore. Però si è immerso nelle acque del
Giordano per mostrare che "conviene che così adempiamo ogni giustizia"
(Mt 3,15).
Accettando il battesimo nel nome di Cristo, l'uomo non soltanto "lava"
i propri peccati. Immergendosi nell'acqua, l'uomo muore al peccato, muore
con Cristo per risuscitare con Lui alla vita eterna. Continuando a peccare
dopo il battesimo, l'uomo rifiuta la grazia: "Se, infatti, dopo aver
fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore
e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la
loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima" (2 Pt 2,20).
Il battesimo dei bambini nella Chiesa Ortodossa si fa secondo la fede
dei genitori e dei padrini. Loro portano la responsabilità per l'educazione
cristiana dei figli, garantiscono per la fede del battezzato e sono responsabili
per aiutare i genitori nell'educazione del bambino. Il
Battesimo nella Chiesa Ortodossa si fa con la triplice immersione di tutto
il bambino nel fonte battesimale: nel nome del Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo. Il battesimo per infusione si ammette soltanto in casi
estremi, quando il rito non si può rimandare e non si può fare per immersione.
Sul battezzando si fa una preghiera d'esorcismo, di "espulsione del demonio".
Ogni elemento del rito, nel sacramento ortodosso del battesimo, esprime
la consacrazione della persona a Cristo. Per esempio, come il fatto di
tagliare i capelli nel mondo greco-romano era segno di schiavitù, così
nel sacramento del battesimo tagliare una ciocca di cappelli del bambino
significa essere schiavo di Dio. La croce appesa al collo del battezzato
dovrebbe ricordare la morte di Cristo in croce, il dovere del cristiano
e il comando del Salvatore: "Se qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi
se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24). Il senso di
questo "ricordare" sta nell'aiutare il battezzato a vincere l'egoismo,
la superbia, la vanità, la pigrizia, la paura e ad avvicinarsi a quell'amore
con il quale Cristo ha amato l'uomo e il mondo. Prima
del battesimo lo stesso battezzando o il suo padrino deve per tre volte
rinnegare satana "e tutte le sue opere e tutte le sue azioni" e per tre
volte confessare (a voce alta) il desiderio di "unirsi a Cristo". Si legge
il simbolo di fede, che dovrebbe essere ben conosciuto e capito dal battezzando
o dai suoi padrini. La veste bianca, che mettono sul battezzato simbolizza
la purezza della sua vita nel Cristo e la trasformazione dell'uomo attraverso
la Luce Divina; invece la candela nella sua mano o nella mano del padrino
indica l'illuminazione spirituale, la luce della gioia.
Fino al VI secolo la preparazione degli adulti al battesimo si chiamava
catecumenato, era un'iniziazione orale alla fede. I catecumeni si dividevano
in alcuni gruppi (di cinque) e il catecumenato (oppure la catechizzazione)
poteva durare fino a tre anni. Nell'epoca odierna, l'adolescente o l'adulto
che vuole ricevere il battesimo nella Chiesa Ortodossa dovrebbe almeno
leggere il Nuovo Testamento, il Catechismo ortodosso (un riassunto dei
principi della fede ortodossa e dell'insegnamento della Chiesa), accettare
sinceramente il Salvatore e il suo insegnamento, cercare di fare un esame
di coscienza di tutta la vita passata, vedere il male compiuto e pentirsi
di esso, perché "l'acqua non rimanga acqua" e la grazia data nel sacramento
non si disperda invano, ma venga moltiplicata. |