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Un'anima mite e umile è preferibile a questi fiori,
e il suo aroma e il suo profumo sono migliori e più belli. Il Signore
ha fatto belli questi fiori, ma ama ancor più l'uomo e gli ha donato
lo Spirito santo che è più soave del mondo intero e gradito
all'anima.
Dio ha fatto i fiori per l'uomo, perché l'anima glorifichi il Creatore
nella creatura e lo ami. Non bisogna dimenticare Dio nemmeno per un attimo,
ne di giorno ne di notte, perché ci ama. Amiamolo anche noi con
tutte le nostre forze e chiediamogli la misericordia e la forza di poter
osservare i suoi santi comandamenti.
Io amo i fiori.
Ma ami il Signore e ami i nemici che ti affliggono? Se li ami, allora
sei un uomo di bene.
I santi amavano versare lacrime davanti a Dio, perché erano lieti
di spirito; ma si affliggono a causa nostra, perché viviamo male.
E bene se l'anima è abituata a pregare e a versare lacrime per
il mondo intero. Ci sono molti monaci che piangono per il mondo intero:
lo so, lo credo. La Madre di Dio ama i monaci obbedienti che si confessano
spesso e non accolgono i pensieri malvagi. La Madre di Dio si rattrista
molto quando uno conduce una vita disordinata e impura; lo Spirito santo
non verrà in quell'anima. In essa ci sarà afflizione, acedia
e irascibilità.
Possiamo conoscere Dio attraverso lo Spirito santo e non con la sola intelligenza.
L'uomo non conosce Dio alla maniera di un animale privo d'intelligenza.
I monaci sanno quanto amano il Signore e quanto il Signore li ama. "Io
amo quelli che mi amano" (cf. Gv 14,21), dice il Signore. "Glorificherò
quelli che mi glorificano" (1Sam 2,30). E cosa buona essere con Dio:
l'anima trova in Dio il proprio riposo. E segno di amore verso Dio mettere
in pratica i suoi comandamenti. L'orgoglioso non può amare Dio.
Chi ama mangiare molto non può amare Dio come si deve. Per amare
Dio bisogna rinunciare a tutto ciò che è terreno, non essere
attaccati a nulla, ma pensare sempre a Dio, al suo amore e alla dolcezza
dello Spirito santo.
L'obbedienza ci umilia; il digiuno e la preghiera originano a volte pensieri
malvagi, che ci fanno digiunare e pregare in modo orgoglioso. Se un novizio
si abitua a pensare: "E il Signore che guida il mio starez",
allora sarà facilmente salvato grazie all'obbedienza. Per chi obbedisce,
tutto è virtù: la preghiera del cuore che gli è concessa
per obbedienza, la commozione e le lacrime. Costui ama il Signore e teme
di offenderlo con una trasgressione; poiché il Signore misericordioso
gli concede pensieri santi e umili, egli ama il mondo intero e innalza
per il mondo preghiere accompagnate da lacrime: così la grazia
istruisce l'anima mediante l'obbedienza.
Dobbiamo pensare: il Signore mi ha condotto qui e mi ha affidato a questo
starez. Il Signore ci conceda di essere salvati. Il nemico ci tende numerosi
tranelli, ma chi manifesta i propri pensieri sarà salvato, perché
lo Spirito santo è accordato al padre spirituale per la nostra
salvezza.
Il Signore si fa conoscere dai cuori semplici che obbediscono. Il re David
era il fratello minore e faceva il pastore (cf. ISam 16,11), e il Signore
lo amava per la sua mitezza. I miti sono sempre obbedienti. David ha scritto
per noi il salterio in forza dello Spirito santo che viveva in lui. Anche
il profeta Mosè era pastore, presso suo suocero (cf. Es 3,1): ecco
l'obbedienza. Anche la Madre di Dio era obbediente, così come i
santi apostoli. E la via che il Signore stesso ci ha insegnato. Dobbiamo
custodirla e riceveremo sulla terra i frutti dello Spirito santo.
I disobbedienti sono tormentati da pensieri malvagi: così il Signore
vuole insegnarci a essere obbedienti in modo da poter contemplare la sua
abbondante misericordia già sulla terra. La nostra mente sarà
sempre occupata in Dio, la nostra anima sarà sempre umile.
Quando ero nel mondo, la gente mi lodava, e io credevo di essere buono.
Ma quando sono venuto in monastero, allora sì che ho incontrato
persone veramente buone: io non valgo quanto il loro mignolo o un laccio
dei loro sandali. Ecco come ci si può sbagliare, cadere nell'orgoglio
e perdersi. Chi è veramente buono è raggiante di gioia e
di letizia e non è come me.
Noi viviamo secondo la nostra volontà e tormentiamo noi stessi.
Chi vive secondo la volontà di Dio è buono, gioioso, pacifico.
Dimmi, o Adamo, come sfuggire all'afflizione sulla terra? Non c'è
consolazione sulla terra: solo tristezza che rode l'anima.
Abbandonati alla volontà di Dio: l'afflizione diminuirà
e sarà più leggera, perché l'anima sarà in
Dio e troverà in lui consolazione. Il Signore infatti ama l'anima
che si è abbandonata alla volontà di Dio e ai padri.
Un'anima chiusa su se stessa non si apre al proprio padre spirituale e
cade nell'illusione. Vuole acquisire le realtà elevate, ma questo
è un desiderio satanico, dice san Serafino. Dobbiamo allontanare
le passioni dell'anima e del corpo e fuggire l'illusione. Il Signore si
rivela ai semplici senza malizia (cf. Mt 11,25), non solo ai santi, ma
anche ai peccatori. Ecco come il Signore ci ama.
Siamo costantemente in guerra. Se sei caduto nell'illusione, corri subito
dal tuo padre spirituale e raccontagli tutto, affinchè ti ricopra
con il suo epitrachelion (stola che il presbitero o il padre spirituale
pone sul capo dei penitenti nell' annunciare il perdono; è simbolo
della misericordia che "copre una moltitudine di peccati" (IPt
4,8)). |