L'icona di Venerato Silvano di Monte Athos. XX s.

Vita di San Silvano
I perfetti dicono unicamente ciò che lo Spirito detta loro
E durante quel soggiorno che incontra un celebre asceta del Caucaso, il padre Stratonico. Da uomo spirituale sperimentato e pieno di discernimento qual è, costui è stato di grandissimo aiuto ai monaci del suo paese. E tutti gli asceti della Santa Montagna lo accolgono con calore. La sua parola ispirata lascia un'impressione profonda. E così il suo discernimento, la sua enorme esperienza, il dono della vera preghiera. Ma dopo due mesi comincia a rammaricarsi di aver intrapreso invano un pellegrinaggio così lungo e faticoso, dato che i suoi incontri con i monaci dell'Athos non gli hanno insegnato nulla di nuovo. Un giorno di festa il padre Dositeo lo invita, insieme con altri monaci, nella propria cella, presso il Vecchio Russikon. Anche Silvano si trova lì. È il più giovane di tutti e se ne sta silenzioso in un angolo della cella, attento alle parole dell'asceta del Caucaso. Ed ecco che il padre Stratonico esprime il desiderio di venire a fargli visita nella sua cella, l'indomani. Tutta la notte il padre Silvano prega intensamente perché il Signore benedica il loro incontro e la loro conversazione. Silvano ha notato che il giorno prima il padre Stratonico ha parlato secondo "la propria intelligenza" e che il suo discorso sull'incontro fra la volontà umana e la volontà divina mancava di chiarezza. Pone, allora, al padre Stratonico tre domande: "Come parlano i perfetti? Che significa abbandonarsi alla volontà di Dio? In che consiste l'obbedienza?". Stratonico coglie immediatamente l'importanza e la profondità di quelle domande. Dopo un attimo di riflessione e di silenzio dice: "Non lo so... Dimmelo tu". E Silvano replica: "Non dicono nulla da se stessi... Dicono unicamente ciò che lo Spirito detta loto" . E in quel medesimo istante, grazie alla preghiera di Silvano, il padre Stratonico sperimenta lo stato di cui gli parla Silvano. Prende coscienza delle proprie lacune nel passato e si rende conto di essere ancora così lontano dalla perfezione. Quindi coglie facilmente il senso delle altre due domande. Parlano anche della preghiera e le parole di Silvano gli rivelano uno stato che egli ancora non ha conosciuto. Più tardi, dopo averne fatto per grazia l'esperienza, lo confermerà. Da quel momento, quando lo interrogano, il padre Stratonico si astiene talora dal rispondere alle domande degli altri padri e dice:
"Avete il padre Silvano: è lui che dovete interrogare". E il loro stupore è grande. Essi amano molto Silvano, ma non si sono mai fatti di lui un'opinione tanto elevata da pensare di chiedergli un consiglio. Immaginarsi! È un contadino, un ignorante...








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