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La vita del metropolita di Mosca Filarete (1783-1867) sembra di essere
dall'esterno un esempio di una veloce e splendente carriera. Figlio di
un protoieriej (arcimonaco) di Kolomensk, Filarete (per il mondo Vasilij
Michailovic' Drozdov) fu ordinato vescovo già a 35 anni, e dopo
altri quattro anni è diventato metropolita di Mosca. Era stimato
e aveva fiducia di tre imperatori - Alessandro I, Nicola I e Alessandro
II, fu coautore del Manifesto del 19 febbraio del 1861 sulla liberazione
del campesini dalla dipendenza della servitù della gleba. Però
dietro alla visibile scorrevolezza del suo cammino si nasconde la tragedia
della incomprensione da parte dei suoi contemporanei e la difficile lotta
per il triunfo della verità scoperta da lui e invisibile per gli
altri.
In una grossa misura grazie a S. Filarete è apparsa la traduzione
della Sacra Scrittura in russo. Il santo dimostrava che il testo ecclesiale
della Bibbia in slavo liturgico era difficile per la comprensione anche
agli stessi chierici, non parlando neanche dei laici poco educati. Nel
1816, essendo ancora arcimandrita e rettore della Accademia Spirituale
di S. Pietroburgo, Filarete stava a capo del lavoro sulla traduzione della
Sacra Scrittura, però nel 1827 è stato obbligato a interrompere
i lavori. Alcuni influenti gerarchi e attivisti statali hanno visto nel
fatto della traduzione della Bibbia in lingua popolare la profanazione
delle cose sacre: soltanto l'abituale testo in lingua slava liturgica
poteva essere accettato come unicamente sacro.
Gli sforzi del santo trovavano un muro di nemicizia e incomprensione.
Così, ancora nel 1823 si è cominciato a stampare scritto
da lui Catechismo con le citazioni della Sacra Scrittura e dei Padri in
russo. Però verso fine del 1824 la stampa del Catechismo fu interrotta.
Si è potuto continuare il lavoro soltanto nel 1828, però
con le citazioni soltanto e esclusivamente in lingua slava liturgica.
Invece il lavoro sulla traduzione della Sacra Scrittura in russo era continuata
soltanto nel 1857, grazie agli enormi sforzi di s. Filarete. La completa
traduzione della Bibbia ha visto la luce già dopo la sua morte.
Filarete poteva sbagliare, però sapeva anche riconoscere i propri
errori. Una volta, durante una seduta del comitato di Mosca, reponsabile
per le prigioni, del quale il santo era presidente, un famoso medico carcerario
Fiodor Pietrovic' Gaaz (santo medico, come lo chiamavano per una cura
dei prigionieri piena di abnegazione) ha cominciato a parlare del fatto,
che nelle prigioni ci sono molti condannati in modo innocente. "Non ci
sono condannati in modo innocente - ha interrotto severamente metropolita
Filarete - se il giudice condanna, vuol dire che era colpevole...". "Eccelenza,
che state dicendo! - ha esclamato Gaaz - Avete dimenticato Cristo". Un
pesante silenzio scese su tutti. Il Santo ha detto a voce bassa: "No,
Fiodor Pietrovic', non è così. Non ho dimenticato Cristo...
Però quando ho detto quelle parole frettolose... Cristo ha dimenticato
me". E avendo benedetto tutti, è uscito.
Il metropolita Filarete fu canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa nel
1995. |