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Crocifissione
Crocifissione. Mosca. Inizio del XVI s. La "Crocifissione del nostro Signore Gesù Cristo" è una delle immagini più tragiche e maestose createsi nell'iconografia della Rus' antica. Sulla croce è crocifisso il Figlio di Dio e il Figlio dell'uomo, Gesù Cristo. Lui, come l'agnello condotto al macello, è portato in sacrificio per la redenzione dei nostri peccati, per la salvezza del genere umano.
Ai piedi della croce è rappresentata una spaccatura, sono le viscere della terra. In esse vediamo un teschio che ci mostra quello che è invisibile, nascosto. La polvere del primo uomo, Adamo, simbolizzata da questo cranio, è bagnata dal sangue che cade dai piedi trafitti di Cristo, il sangue della redenzione.
La Crocifissione, la croce con il corpo di Cristo, si alza dalla terra verso il cielo. È il ponte che unisce la terra con il regno del cielo. L'uomo può alzarsi verso questo regno, verso l'eternità dalla sua peccaminosità terrestre, dalla sua vita vanagloriosa, superba.
E Cristo stesso è il nuovo Adamo: "Come in Adamo tutti sono morti, così in Cristo tutti rivivranno. Ognuno nel suo ordine: Cristo come il primogenito, dopo quelli che sono di Cristo..."
La crocifissione e la morte di Gesù Cristo sulla croce vengono accompagnati da fatti terribili e terrificanti: "Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: Elì, Elì, lemà sabactanì, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Mt 27,45-46).
Uno dei soldati prese la spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. E Gesù, emesso un alto grido, spirò. "Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti" (Mt 27,51-53). Dopo la morte di Gesù, uno dei soldati gli trafisse il fianco con la lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua. Il grande atto della redenzione si è compiuto.
Il centurione Longino, vedendo questi fatti terrificanti che accompagnavano la passione e la morte di Gesù Cristo, credette in Lui come Figlio di Dio. Nell'icona il centurione sta alla destra della croce, dietro l'Evangelista Giovanni, che sta piangendo. A lui il Cristo crocifisso affidò la cura di sua madre: "Ecco la tua madre". Alla sinistra della croce è la Vergine Maria, dietro a Lei, l'altra Maria (solitamente Maria Maddalena) oppure tutte e tre le Marie. La Madre di Dio porta le vesti scure.Il suo atteggiamento, il suo volto, esprimono un dolore che non può essere consolato.
Sopra la testa di Cristo è affissa una tavola con la scritta di Ponzio Pilato: "Gesù Nazareno Re Giudei" (INRI). La parola "nazareno" viene associata soprattutto alla città di Nazareth, dove viveva la Vergine Maria dopo essere stata promessa a Giuseppe, e dove ebbe luogo l'Annunciazione e l'Immacolata Concezione per opera dello Spirito Santo, dove Gesù ha passato la sua infanzia e la sua giovinezza. Però è più probabile l'altra versione: "nazareno" può venire anche dalla parola ebraica "nazir", che si può tradurre come "giusto" (esisteva il voto del nazireato, dell'offerta di se stesso a Dio). Un'altra versione ancora lega queste parole con la profezia di Isaia (11,1), in cui si parla della provenienza del Messia dal germoglio uscito dal tronco di Iesse ("germoglio" in ebreo si dice "nezer").
Nella parte alta della Crocifissione si rappresentano due angeli che volano. Le lettere cirilliche che spesso si possono leggere su queste immagini, significano: - testa di Adamo; - monte Golgotha; - il luogo del cranio era il paradiso; K. - lancia (con la quale è stato trafitto il fianco di Cristo); T. - canna (sulla quale fu portata alla bocca di Gesù la spugna imbevuta d'aceto); - "vince", "vittoria".
Crocifissione. Grunewald. 1512-1515Nelle icone russe Gesù è inchiodato alla croce con quattro chiodi (su quelle cattoliche con tre). Nelle icone antiche della "Crocifissione" Gesù Cristo è raffigurato con molta discrezione. Le sue sofferenze non sono mostrate con esagerazione, si sottintende che non è possibile trasmetterle.
Cristo ha accettato la dolorosa morte: "Tutto è compiuto". L'icona è soltanto un'immagine simbolica del suo Divino sacrificio, la cui natura profonda non può essere raggiunta né raffigurata.
Nei quadri europei della Crocifissione, le sofferenze di Cristo sono rappresentate spesso in modo naturalistico. A ciò ha contribuito la larga diffusione nell'Europa dei secoli XV-XVI delle rivelazioni di Brigitta di Svezia (1303-1373). Le è stato "rivelato" che "quando Gesù spirò, le sue labbra si aprirono, così che gli spettatori potevano vedere la lingua, i denti e il sangue sulle labbra. Gli occhi erano semichiusi. Le ginocchia si sono curvate da una parte, le piante dei piedi hanno avvolto tortuosamente i chiodi, come se fossero slogati. Le dita e le mani curvate convulsamente si sono stese". Le rivelazioni di Brigitta hanno trovato la sua incarnazione nei quadri della Crocifissione eseguiti, per esempio, da Grunvald (circa 1470-1528).
Le antiche immagini russe della Crocifissione sono più raccolte e, si può dire, avare nell'esprimere i sentimenti. Quello che sta succedendo non può essere misurato in nessun modo, e il linguaggio dei simboli, severo, laconico e convenzionale, sembra essere in questo caso più conveniente.








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