Visione di Giovanni Climaco - La scala verso il Regno di Dio. Miniatura del Vangelo. XV s.

Possessori e non-possessori
Venerato Iosif Volockij Per alcune correnti eretiche nella Rus' erano caratteristici gli atteggiamenti antimonacali. La causa di tali atteggiamenti stava nel fatto che molti monasteri erano anche delle grosse proprietà terriere, e lo stato cercava per una volta di riempire lo svuotato tesoro con i beni del monastero. Tali atteggiamenti aggravavano le discordie tra due correnti dentro della Chiesa del XV-XVI secolo: i seguitori di Iosif Volockij da una parte e i "nemici della cupidigia" d'altra.
I capi che portavano avanti queste due correnti nella Chiesa Russa erano dei celebri frati, in seguito canonizzati dalla Chiesa come santi: i venerati Iosif Volockij (1439-1515) e Nil Sorskij (circa 1433-1508).
Venerato Nil SorskijGli iosiflani (seguitori di Iosif) non erano sostenitori dell'arricchimento personale. Essi difendevano il diritto dei monasteri di avere terre e la proprietà privata, anche grossa. Nei diritti patrimoniali dei monasteri loro vedevano il pegno del loro autentico servizio sociale: l'aiuto dei poveri, affamati, malati, il portare avanti i compiti di illuminazione; vedevano in essi la garanzia dell'alto livello sociale nel quale si trovava la Chiesa, la possibilità di influire sulla costruzione dello stato ortodosso. Igumeno del monastero di Volokolamsk, Iosif, accettato come il capo degli iosiflani, sosteneva con fatti le sue posizioni ideologiche: durante la fame nelle regioni vicine nutriva gli affamati, ha costruito inoltre nel monastero l'orfanotrofio.
I "nemici della cupidigia" sostenevano che i monaci dovevano nutrirsi soltanto con il proprio lavoro, ed erano contrari ai patrimoni monacali, che in quel tempo costituivano una grossa parte di tutti teritori statali. Secondo il loro parere, l'avere il patrimonio portava il monachesimo verso la perversione e distraeva i frati dalle azioni spirituali eroiche.
Venerato Nil SorskijDietro ogni parte di questa discussione stava la propria verità. Le idee degli iosiflani, portati fino all'estremo, significavano che l'arricchimento del monasteri diventava uno scopo in se stesso, e l'aiuto dato ad essi dalle autorità statali doveva essere ripagato con il servilismo davanti ad essa e con la giustificazione di quasiasi azione del governo. Dall'altra parte, la lotta contro l'avidità portata all'estremo, condannava la Chiesa alla povertà, che voleva dire mancanza di istruzione, e chiudeva con ciò davanti a essa il cammino verso un servizio sociale attivo. Per di più, l'autorità dei più famosi nemici dell'avidità (soprattutto gli starez attorno al Volga, i monaci dei piccoli e poveri monasteri-celle trovatesi lungo il Volga) venivano utilizzati dai capi delle eresie, che cercavano nel rifugio di questi monasteri la difesa di fronte alle persecuzioni da parte dello stato, e anche da quelli attivisti statali che cercavano di controllare il patrimonio ecclesiale.
Storicamente, la vittoria in questa discussione la ebbero gli iosiflani, sostenuti dal potere statale.








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