Madre di Dio di Vladimir

Madre di Dio di Iver
Madre di Dio Iver La festa dell'apparizione dell'icona della Santissima Madre di Dio Iver è il giorno 13 aprile.
Nei secoli VIII-IX nacque e si sviluppò un forte movimento iconoclasta tanto che sotto il regno di Teofilo, gli emissari del re entravano nelle case per distruggere le icone. Proprio sotto il suo regno ci fu un evento miracoloso legato a questa icona. I soldati entrarono nella casa di una pia vedova che viveva vicino alla città di Nichea, uno di loro vide la santa immagine e, estratta la spada sferrò un vigoroso colpo proprio all'altezza della guancia della Vergine Maria. Dalla fessura uscì sangue. Stupefatto ed intimorito dal prodigio, il soldato cadde a terra davanti all'icona, si convertì, lasciò l'eresia iconoclasta e in seguito, si fece monaco. Dopo aver pregato tanto davanti all'icona la pia vedova mise l'immagine miracolosa su una barca e la lasciò andare libera in mare, pregando la Madonna di custodire l'immagine. Con una grande gioia la donna vide che la barca prese sicura la via verso l'occidente come fosse governata da un esperto marinaio. La santa immagine attraversò da sola il mare ed arrivò miracolosamente proprio sulle pendici del Monte Athos davanti al monastero Iveron. I monaci videro l'icona e la collocarono sull'altare della chiesa del monastero. Questo accadde il 31 maggio dell'anno 999. Un anno dopo, prima delle lodi i monaci si accorsero che l'icona era sparita, ma la mattina seguente con stupore la trovarono appesa sopra le porte del monastero. I monaci la presero e la riportarono sull'altare ma il giorno seguente l'icona era ritornata sopra le porte, dopo un paio di volte i monaci compresero che si trattava di un evento prodigioso e la lasciarono sopra le porte. Tante volte il monastero fu attaccato dai nemici e dai pirati ma sempre l'icona difese il portone e l'intero monastero. In seguito in questo posto venne edificata una chiesa in suo onore infatti divenne una delle reliquie più importanti del Monte Athos. Proprio dal monastero prese il nome con il quale oggi è conosciuta: "Vergine di Iver". A tutt'oggi sono moltissimi i miracoli e le guarigioni documentati, compiuti dall'icona.
Madre di Dio Iver Nei tempi del patriarca Nicon, vennero portate in Russia due copie dell'icona scritte dai monaci del Monte Athos una nell'anno 1648, l'altra nel 1655. Oggi ne esistono più copie grazie alle quali si sono compiuti diversi eventi prodigiosi.
L'icona corrisponde al tipo iconografico "Odighitria". La Madre di Dio è rappresentata frontalmente con la testa leggermente chinata verso il Bambino. I lembi della veste si aprono in due sul petto facendo vedere il "chitone". Il Bambino è sostenuto dalla mano sinistra della Vergine, mentre la mano destra indica il Figlio invitando alla sua venerazione. Il tipo iconografico "Odighitria" (Che mostra la via): Le figure sono dure, le teste di Cristo e della Vergine sono decisamente staccate, la Santa Madre di Dio è sempre rappresentata con la mano destra che indica Gesù Bambino che si siede sulla sua mano sinistra, come se la Madonna dicesse agli uomini che la vera strada è la strada verso Cristo. Questa icona è come una guida verso Dio e verso la salvezza eterna. È una delle più antiche immagini della Madre di Dio, si pensa che la prima Odighitria sia stata scritta dal primo iconografo della storia: San Luca evangelista.
La particolarità dell'icona della Madre di Dio di Iver è "la cicatrice" sulla guancia destra della Madonna a memoria della ferita inferta dal soldato.








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