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L'icona della Madre di Dio di Smolensk fu portata a Costantinopoli da
Gerusalemme nel 1046. Quando Anna, figlia dell'imperatore Costantino Monomaco,
si sposò con il principe di Cernigov, Vsevolod, Costantino la benedisse
con questa icona. Nel XII° secolo il figlio di Vsevolod e Anna, Vladimir
Monomaco portò l'icona a Smolensk, così l'immagine ricevette
il nome di Smolenskaya. Il primo miracolo attribuito all'intercessione
della Madre di Dio di Smolensk risale all'anno 1237 quando i cittadini
di Smolensk, dopo aver pregato davanti alla santa immagine combatterono
e vinsero il can Batyi, riuscendo a cacciarlo dalla città. Nel
1812 durante l'invasione di Napoleone, l'esercito russo portò sempre
con se l'icona miracolosa. Prima della battaglia di Borodino l'icona fu
portata attraverso tutto l'esercito perché la Santa vergine proteggesse
la Russia dal nemico e aiutasse a vincere la battaglia.
L'icona corrisponde al tipo iconografico "Odighitria". La Madre di Dio
è rappresentata frontalmente con la testa leggermente chinata verso
il Bambino. I lembi della veste si aprono in due sul petto facendo vedere
il "chitone". Il Bambino è sostenuto dalla mano sinistra della
Vergine, mentre la mano destra indica il Figlio invitando alla sua venerazione.
Di questo stesso tipo iconografico abbiamo numerose icone tra i capolavori
dei secoli XV-XVI°, che provengono dalla Georgia e dalla Kachietia.
Il tipo iconografico "Odighitria" (Che mostra la via): Le figure
sono dure, le teste di Cristo e della Vergine sono decisamente staccate,
la Santa Madre di Dio è sempre rappresentata con la mano destra
che indica Gesù Bambino che si siede sulla sua mano sinistra, come
se la Madonna dicesse agli uomini che la vera strada è la strada
verso Cristo. Questa icona è come una guida verso Dio e verso la
salvezza eterna. È una delle più antiche immagini della
Madre di Dio, si pensa che la prima Odighitria sia stata scritta dal primo
iconografo della storia: San Luca evangelista. |