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La Madre di Dio è rappresentata con il Bambino sorretto dalla mano
sinistra, il Cristo è rivolto verso la colomba - simbolo dello
Spirito Santo - che tiene nella mano.
La prima icona fu portata in Russia nel 1393 dal venerato starez Arseni
dopo tre anni passati al Monte Athos. Prima di tornare a casa il superiore
del monastero lo benedisse con l'icona della Santissima Madre di Dio e
gli profetò la fondazione di un nuovo monastero. Infatti, tornato
a Novgorod, Arseni eresse un monastero sull'isola Konevez nel lago Ladogskoe,
da cui il nome dell'icona.
Il primo miracolo dell'icona risale all'inverno del 1573 quando, dopo
che i monaci si raccolsero in preghiera davanti alla sacra immagine, un
prodigio salvò il convento dall'attacco dell'esercito svedese:
quando gli svedesi furono vicini alle mura, un forte vento ruppe il ghiaccio
attorno all'isola e i soldati furono costretti ad una fuga precipitosa.
In seguito nel 1577 il monastero fu nuovamente attaccato e nel 1610 distrutto.
Per più di cento anni il monastero rimase in questo stato. Solo
nel 1718, quando Pietro il Primo liberò la regione della Karelia
dal dominio svedese, il monastero potè rinascere. Infine, nel 1798
l'icona fu portata a San Pietroburgo e in questa occasione le venne applicata
l'attuale cornice d'argento.
Un'icona di questo tipo iconografico scritta rispettando tutti i canoni
si trova nel museo del monastero della Trinità Divina di San Sergio.
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