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Iconografo Cirillo Ulanov con figlio Ivan. L'originale si trova nella
galleria Tretiacov a Mosca.
La leggenda racconta che la Madonna della Georgia fu rubata ai georgiani
dai persiani e nel 1622 ricomprata in Persia da un commerciante di nome
Gregoriy Lytkin, il quale, ispirato da un'apparizione riportò l'icona
in Russia, al monastero di Pinega. La Madre della Georgia è venerata
come miracolosa perché durante l'epidemia di peste del 1654 venne
portata a Mosca e tutti coloro che pregavano davanti ad essa guarivano;
successivamente venne riportata a Pinega. Nella memoria di questi eventi
il famoso iconografo Simeon Usakov ne fece una copia.
All'icona è dedicata una festa il 22 agosto, giorno in cui nell'anno
1658 fu portata in un monastero del Montenegro. L'icona in seguito andò
perduta e, a tutt'oggi non se ne ha traccia; dell'originale è rimasta
solo una breve descrizione.
L'icona corrisponde al tipo iconografico "Odighitria". La Madre di Dio
è rappresentata frontalmente con la testa leggermente chinata verso
il Bambino. I lembi della veste si aprono in due sul petto facendo vedere
il "chitone". Il Bambino è sostenuto dalla mano sinistra della
Vergine, mentre la mano destra indica il Figlio invitando alla sua venerazione.
Di questo stesso tipo iconografico abbiamo numerose icone tra i capolavori
dei secoli XV-XVI°, che provengono dalla Georgia e dalla Kachietia.
Il tipo iconografico "Odighitria" (Che mostra la via): Le figure
sono dure, le teste di Cristo e della Vergine sono decisamente staccate,
la Santa Madre di Dio è sempre rappresentata con la mano destra
che indica Gesù Bambino che si siede sulla sua mano sinistra, come
se la Madonna dicesse agli uomini che la vera strada è la strada
verso Cristo. Questa icona è come una guida verso Dio e verso la
salvezza eterna. È una delle più antiche immagini della
Madre di Dio, si pensa che la prima Odighitria sia stata scritta dal primo
iconografo della storia: San Luca evangelista. |