Apostolo Luca dipinge l'icona della Madre di Dio

L'icona è un immagine

Salvatore non fatto da mano d'uomo. XII s.Le icone non possono essere comparate con altre opere d'arte nel senso comune della parola. Le icone non sono dei quadri. I quadri, con i loro lineamenti e il loro colore, narrano degli uomini e degli avvenimenti della realtà concreta. Iniziando dal Rinascimento, la vita e la natura sono espresse sui quadri con delle immagini tridimensionali, con delle immagini che raccontano il mondo degli uomini, degli animali, della natura e delle cose.

Prospettiva rovesciataDeposizione nel sepolcro. Novgorod. XV s.

La comprensione delle icone può risultare difficile, visto lo speciale modo di raffigurazione dello spazio, delle persone e degli oggetti che in questo spazio si trovano. Noi guardiamo i quadri con gli occhi di un europeo, e le cose rappresentate in essi ci sembrano simili a quello che vediamo attorno a noi. Questa "verosimiglianza" della pittura europea è raggiunta grazie all'uso della prospettiva lineare.

Il tempo nell'icona

Cristo Salvatore. Andrej Rublëv. XV s.Per capire le icone bisogna sapere come nel Medioevo la gente percepiva e capiva il tempo. Le differenze nella comprensione del tempo nell'Europa Occidentle e in Bisanzio si sono formate nel periodo del Rinascimento, quando l'Europa, a differenza di Bisanzio, ha iniziato il cammino verso una nuova concezione del mondo. Dopo la temporanea conquista di Constantinopoli da parte dei crociati nel 1204, la separazione di Bisanzio dall'Europa è diventata ancora più profonda e inconciliabile.

La luce nell'iconaTrasfigurazione. Novgorod. XV s.

Parlando delle icone, è necessario parlare di "una grazia che porta la luce di Cristo". Nell'iconografia ha trovato la sua espressione un insegnamento ortodosso - l'esicasmo: Dio non si può conoscere nella sua essenza. Però Dio si manifesta con la sua grazia, attraverso un'energia divina, che Lui effonde nel mondo. Dio emana nel mondo la luce.

Originale iconograficoCome si dipingevano le icone

L'iconografia nell'antica Rus' era una cosa sacra. Da una parte, seguire il canone impoveriva il processo creativo, in quanto l'iconografia di un'immagine era già creata. D'altra, però, questo fatto costringeva il pittore a mettere tutta la sua arte nel focalizzare l'essenza di un paradigma già dipinto.

La scoperta dell'icona nel XX secoloMadre di Dio di Vladimir. XII s.

La vita di un'icona era di non più di 100 anni. Dopo questo tempo l'immagine diventava oscura, poiché l'olio di lino cotto cambiava colore, inoltre l'icona si copriva della fuliggine delle candele; allora la rinnovavano (sul disegno, che a stento si vedeva, mettevano il nuovo). Nel XX secolo, quando il processo di restaurazione raggiunse una certa perfezione, sotto la vecchia lacca hanno cominciato ad apparire, a sorpresa, colori chiari e forti.

L'iconostasiIconostasi della cattedrale dei Dodici Apostoli a Cremlino

L'iconostasi è una parete più o meno senza interruzioni dalla parte settentrionale alla parte meridionale del tempio, nella quale in un ordine stabilito si mettono le icone. Questa parete separa il santuario dalla parte centrale del tempio ortodosso. Nell'iconostasi ci sono tre porte. La porta centrale, a doppio battente, è chiamata "porta santa", ed è proibito a tutti entrare attraverso di essa, fuorché ai chierici. A destra si trova la porta meridionale, chiamata anche porta diaconale, a sinistra la porta settentrionale.

Le icone del SalvatoreSalvatore non fatto da mano d'uomo. Simon Ušakov. 1673

Le icone di Cristo occupano il posto principale sia nel tempio ortodosso, sia nella casa d'ogni credente. La rappresentazione canonica di Dio in forma umana è confermata nel IX secolo: "...di bell'aspetto... ciglia aggrottate, occhi bellissimi, con il naso lungo, capelli chiari, inclinato, umile, con un bellissimo colore del corpo, barba scura, dall'aspetto color di frumento...".

Madre di Dio di Igor. XX s.Le icone della Madre di Dio

Ad eccezione del Salvatore, non c'è nella iconografia cristiana un altro soggetto raffigurato così spesso e con tanto amore come il lik-volto della Santa Vergine. In tutti i tempi gli iconografi hanno cercato di dare al volto della Vergine tutta la bellezza, la tenerezza, la dignità e la grandezza, che potevano immaginare. La Madre di Dio nelle icone russe è sempre triste.

La Santissima TrinitàTrinità. Andrej Rublëv. XV s.

Tutti conoscono l'icona della Santissima Trinità di Andrej Rublëv: è una delle più celebri e misteriose espressioni della pittura mondiale. Così come la conosciamo noi oggi, questa grandissima opera dell'arte mondiale è apparsa agli occhi dei restauratori nel 1919. Il soggetto dell'icona si basa sul capitolo 18 del libro della Genesi, dove si descrive Dio che, in forma di tre angeli, appare ad Abramo e a Sara sotto la quercia di Mamre.








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